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Contesto

Contesto

Laboratorio 53 nasce nel 2008 dall’esperienza di Medici contro la tortura, da cui sono emerse le attività che, nel tempo, hanno assunto una forma autonoma e indipendente.

È composto da un gruppo di filosofi, antropologi, psicologi, assistenti sociali, avvocati e mediatori culturali che, in una prospettiva multidisciplinare, offre assistenza e accoglienza a migranti, richiedenti protezione internazionale e minori.

Le persone migranti che si rivolgono a Laboratorio 53 non sono semplicemente “utenti” di un servizio, ma, con le loro storie, esperienze, capacità e risorse, diventano parte di un gruppo dinamico e in continua evoluzione. Così come i migranti, attraverso il movimento, ridefiniscono continuamente nuove identità, anche Laboratorio 53 si trasforma costantemente, in risposta alle sfide e ai cambiamenti legati ai conflitti che obbligano molti a lasciare il proprio Paese. Ogni individuo, con la sua unicità e il suo cambiamento nel tempo, contribuisce alla crescita e all’evoluzione del gruppo.

Laboratorio 53 è anche la creatrice del progetto Piccola Radio, che si inserisce in questo contesto di accoglienza e scambio.

Le attività di Lab 53 si svolgono a San Paolo, con realtà associative di zona, ma si collocano in un contesto più ampio che ha caratteri cittadini e nazionali.

Dal 2008 Lab 53 è stato osservatorio privilegiato del fenomeno migratorio. Abbiamo conosciuto gli aspetti patogeni di norme e sistemi d’accoglienza di questi 15 anni, osservando da vicino difficoltà, umiliazioni, disagi subiti dai migranti. Abbiamo rilevato bisogni e desideri, difficoltà e risorse. Abbiamo denunciato la crescita di sofferenza psichica e abbiamo cercato di contrastare la diminuizione delle risorse destinate ai servizi.

Ma – soprattutto – ci siamo impegnati a creare, insieme ai migranti, un contesto accogliente e trasformativo, costuituendo il Gruppo di Auto Mutuo Aiuto [AMA] e curando la realizzazione di varie attività. Il gruppo ha favorito la conoscenza reciproca e ha costruito relazioni arricchenti per tutti. Ognuno ha trovato i suoi motivi per prendere la parola e ricevere ascolto.

Sono state realizzate esperienze pubbliche di human library e storytelling.

Durante la pandemia COVID, come tutti, abbiamo interrotto molte attività. Ci siamo incontrati all’aperto, in pochi, o a distanza con i cellulari. Abbiamo però verificato una risposta resiliente all’isolamento e alla crisi tra molti dei migranti che avevano partecipato ad attività di Lab 53. Questo elemento è stato determinato dalla abitudine dei migranti a condividere a distanza emozioni e racconti quotidiani, ma pensiamo sia stato favorito anche dalla qualità delle relazioni instaurate.

Proprio in questi incontri ha preso corpo l’idea di FARE RADIO, per restare in contatto “a distanza”, per consolidare la comunità costruita. Il progetto che presentiamo vuole dare risposte concrete a bisogni concreti:

  • Contrastare l’isolamento
  • Ridurre i disagi derivanti da trasferimenti e cambi di residenza
  • Costruire luoghi [reali e virtuali] di incontro per arginare la solitudine
  • Esprimere bisogni, desideri, testimonianze
  • Creare ponti sia tra migranti e paesi di origine che tra migranti e italiani
  • Costruire situazioni interculturali.

Beneficiari diretti del progetto sono i componenti del gruppo AMA, a cui potranno aggiungersi comunità di migranti e cittadini che vogliono affrontare democraticamente i fenomeni migratori.